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Mozione: una pianta per ogni neonato

Mozione: applicazione della legge n.113 anno 1992 “Obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica”

I sottoscritti Consiglieri Comunali

VISTA
La legge 29 Gennaio 1992 n. 113 “Obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica”;

CONSIDERATO
- Che risulta fondamentale, sopratutto in contesti di crisi ambientale quale quello attuale, educare alla salvaguardia e alla tutela dell’ambiente come bene comune, innanzitutto fra le giovani generazioni;
- Che l’amministrazione comunale si è politicamente impegnata per il mantenimento e la valorizzazione delle aree verdi nel territorio monzese;
- Che la piantumazione di un nuovo albero per ogni neonato, oltre a contribuire a porre i bambini in relazione alla natura, migliora la qualità di vita della intera cittadinanza grazie alle sue proprietà e conseguenze;

VALUTATO
- Che per l’attuazione degli interventi previsti dalla Legge n. 113/92 è autorizzata una congrua spesa annua, su proposta del Ministero dell’agricoltura e delle foreste, da assegnare alle Regioni, le quali provvedono alla successiva ripartizione ai Comuni;

IMPEGNA LA GIUNTA COMUNALE
A dare piena attuazione alla legge 29 Gennaio 1992 “Obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica”, provvedendo di conseguenza, entro dodici mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato, a porre a dimora un albero nel territorio comunale, nonché, entro quindici mesi dall’iscrizione anagrafica, ad indicare sul certificato di nascita il luogo esatto dove tale albero è stato piantato.

I Consiglieri:
Alessandro Gerosa
Michele Faglia
Silvano Appiani

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Raccomandazione fontanella pubblica di via Leoncavallo

Raccomandazione: Fontana pubblica di via Leoncavallo

Segnalato che: la fontanella pubblica dei giardinetti di via Leoncavallo risulta chiusa, senza apparenti evidenze di vandalismo.

Si raccomanda:
l’Assessore al verde pubblico Sig. Marrazzo a indagare circa i motivi della chiusura della fontanella e adoperarsi perché torni ad essere pubblicamente fruibile.

Il Cons. Comunale Alessandro Gerosa
Gruppo consiliare di Sinistra Ecologia Libertà

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Intervento su revoca della Variante al Pgt

E’ stato detto che con questa revoca assieme all’acqua sporca si butta via anche il bambino. Ma come perfettamente ha già esposto il Consigliere Faglia, qui non c’è nessun bambino da salvare.
Per esserci un bambino, sarò banale, ci sarebbe dovuto essere un concepimento. E che concepimento ci può essere quando lo scorso Febbraio l’ex-assessore all’Urbanistica, ad un giornalista che gli domandava da dove potessero spuntare i 17’000 abitanti in più che la Variante prevedeva, rispose che “Non è mai successo che un piano venisse interamente realizzato, anzi, con la situazione economica attuale probabilmente non si farà niente”.
Ma allora di cosa stiamo parlando? Stiamo discutendo di una Variante che per auto-confessione sarebbe adeguata solo se non realizzata!
Una Variante cioè incapace di indicare prospettive di sviluppo per la città!
Di una Variante simile non si dovrebbe chiedere la revoca, quanto la Damnatio Memoriae, come si faceva nell’antica Roma per preservare l’onore ed il buon nome della Città!
In questi anni, ai tanti cittadini che come noi si sono opposti a questa Variante, è parso di discutere non di un piano Urbanistico, quanto di un piano immobiliare.Oggi a Monza c’è bisogno di edilizia convenzionata, e va costruita. Ma non di nuovi palazzi di edilizia residenziale!
A Monza abbiamo 5’000 appartamenti vuoti, 2000 nuovi e mai venduti, 3000 sfitti. Bisogna allora realizzare politiche che aiutino a riempire questi appartamenti, anche penalizzando fiscalmente la scelta di lasciarli vuoti, o aiutando i giovani che non possono acquistare casa per la mancanza di un reddito continuo, non costruire nuovi palazzi utili solo a gonfiare queste statistiche già allarmanti!
Revocare questa Variante al Piano di Governo del Territorio non è uno spreco, è un guadagno immenso: capisco che possa essere difficile da comprendere per chi è abituato a ragionare secondo certi parametri, ma il valore delle aree verdi non è monetizzabile, è intrinseco! La scelta esposta dall’Assessore di mantenere le aree esterne all’attuale Tessuto Urbano Consolidato è una Eredità immensa che lasciamo alle giovani generazioni d’oggi e alle generazioni future.
In ultimo vorrei ribaltare il mio discorso in positivo e verso il futuro: è già stato detto dal Cons. Faglia, come d’altra parte è scritto nel programma, che anche il PGT vigente andrà rinnovato ed adeguato in alcune sue parti.
Se questa Variante ha messo al centro la quantità, noi vogliamo al centro la qualità, che è un obbiettivo raggiungibile solo rispondendo ai bisogni dei cittadini. Rendiamo le nostre scelte partecipate: andiamo nei quartieri ad ascoltare i comitati ed i cittadini Monzesi e rendiamo le loro voci rilevanti nelle scelte Urbanistiche di Monza; Vimercate e Milano ci hanno già indicato la strada, dimostriamoci capaci di raccogliere le buone pratiche!

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Primo intervento in Consiglio Comunale

Voglio dare pubblicamente l’adesione del gruppo consiliare di SEL all’iniziativa annunciata dal Cons. Sala di devolvere il primo gettone di presenza agli emiliani vittime del terremoto, un gesto simbolico ma importante.
In questa campagna elettorale siamo stati in grado di confermare il cambiamento con grandi momenti di partecipazione e di buona politica, due tra tutti: le primarie di coalizione per la scelta del candidato sindaco, e i Cantieri delle Idee in cui i cittadini sono stati i protagonisti nel costruire il programma.
Il nostro compito ora diventa quello più difficile: la realizzazione di questo cambiamento fortemente avvertito in campagna elettorale, portandolo nel concreto della vita dei cittadini.
Come Sinistra Ecologia Libertà rivendichiamo di essere stati fra le forze politiche che più hanno posto i giovani al centro del proprio programma e dei propri percorsi politici.
Non possiamo, dunque, che essere contenti dei molti giovani che siedono in Consiglio fra i banchi della maggioranza. Giovani esordienti ma non per questo inesperti: devono proprio essere le fresche esperienze dei giovani uno dei motori per la rinascita della nostra città.
Oggi il nostro primo compito è garantire i bisogni materiali primari ma anche i bisogni spirituali:
il bisogno al lavoro, promuovendo azioni per il diritto al lavoro a chi lo sta perdendo o a chi rischia di non guadagnarlo mai. Ad esempio … Ieri per il centro ho visto degli annunci di lavoro, mi sono fermato a leggerli e mi sono reso conto che erano in realtà una denuncia del precariato che oggi affligge i giovani. Anche noi, nel nostro piccolo di realtà Comunale, dovremo costruire politiche per combattere la precarietà esistenziale che oggi affligge i giovani.
il bisogno alla casa, in un momento di crisi, significa garantire aiuto a chi, per via della crisi, la casa rischia di perderla, o di chi inizia la sua vita da solo o con la sua nuova famiglia;
il diritto agli affetti: oggi a Bologna decine di migliaia di uomini e donne, fra cui anche un nutrito gruppo di giovani della Brianza, sfilano al Gay Pride; noi dobbiamo rispondere alla richiesta di queste persone ad avere il diritto di amarsi come ogni altra coppia, perché l’amore non ha confini!
In consiglio nel mio gruppo sarò da solo, ma siederanno con me tutte/i le/i compagne/i di Sel e le/i giovani che hanno animato la campagna elettorale, e con loro tutta la forza della politica sorgiva di questi movimenti. So che ognuno di loro, come me, si impegnerà per questo programma e questo progetto, come fossimo tutti assessori.

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In Consiglio In vetrina Interventi

Giardinetti pubblici, Writers e Politica

 

Quando i cittadini arrivano prima della politica: Ieri pomeriggio, ai giardinetti di Via Buonarroti, vi è stata un’iniziativa, nata dai cittadini del quartiere, di riqualificazione dello spazio verde, iniziativa alla quale ho volentieri partecipato come presidente della commissione Politiche Giovanili e Partecipazione.
E’ stata l’occasione, oltre che per riqualificare lo spazio da parte dei cittadini del quartiere (e di qualche monzese d’importazione da altri quartieri come me), per discutere con gli Assessori Longoni e Marrazzo e con il Sindaco Scanagatti del progetto del comune per riqualificare lo spazio.
Oltre all’iniziativa lodevole in sé, ciò che più mi ha entusiasmato è stata la volontà espressa prima dai cittadini che dagli assessori, di rendere quello spazio uno spazio di tutti, senza esclusioni: dei bambini che ci vogliano giocare, dei ragazzini che hanno altre esigenze, dei ragazzi che vogliano frequentarlo la sera senza che venga chiuso alle 21, degli anziani.
I cittadini hanno dato, insomma, una lezione politica all’amministrazione: bisogna gestire gli spazi sociali in maniera inclusiva e non esclusiva.
Spesso per la politica, anzi sopratutto per la politica, compiere politiche esclusive/escludenti è molto più semplice e vantaggioso: permette un certo impiego di populismo, e sopratutto, all’interno di un conflitto esistente fra due o più categorie sociali, significa schierarsi dalla parte di una delle parti e risolvere il conflitto con la vittoria dell’una e la sconfitta dell’altra; ci si accaparra piuttosto facilmente un buon bottino di fervidi sostenitori, e quindi di voti.
E’ più difficile invece decidere di chiamare tutte le parti a guardarsi negli occhi, e riuscire a gestire il conflitto negli interessi dell’una e dell’altra parte.
Così deve accadere rispetto ad un altro tema, evidenziato ieri da un’iniziativa davanti all’edificio dell’ASL: alcuni cittadini, assieme al sindaco, hanno lavorato per coprire alcune tag di writers.
Bene che si ridia valore a degli edifici oggetto di tag, ma non è certo questa la soluzione. Non esistono, come vorrebbe la vulgata comune, writers buoni, che creano opere d’arte murarie, e writers cattivi, che imbrattano con le tag: entrambe le espressioni sono in realtà un tutt’uno.
Come nuova maggioranza dovremmo cessare quella che è la criminalizzazione indiscriminata del fenomeno, e cogliere invece l’opportunità che esso ci offre: valorizzare questa forma d’arte, concedendo adeguati spazi per la sua espressione, perché no partendo dai luoghi urbani simbolo del degrado come i nostri sottopassaggi; collaborare con la scuola d’arte ISA, e con i giovani artisti e writers monzesi.
I vantaggi? Aprire una riflessione sul rapporto fra arte e spazio metropolitano e quindi sull’arte come strumento sociale. Cessare la criminalizzazione verso una forma d’arte. Permettere la propria libera espressione a (solitamente giovani) artisti. Sembra poco?