Prendiamoci il futuro, solidale e sostenibile!

Non c'è futuro senza solidarietà, non c'è riscatto economico o sociale che possa essere raggiunto da soli, o peggio contro qualche altra categoria o persona.

L'associazionismo costituisce le fondamenta del tessuto sociale che pratica e favorisce quotidianamente la solidarietà nelle città e nei quartieri, tramite i progetti più differenti. Questo patrimonio è irrinunciabile ed è spesso la base da cui si sviluppano pratiche ed esperienze innovative di gestione e cura del bene comune, oltre il binomio pubblico/privato. Favorire pratiche di gestione del bene comune dal basso, rifuggendo la logica della sussidiarietà lombarda o della rinuncia statale ai propri doveri sociali, è una politica fondamentale per un futuro migliore.

L'accoglienza dei migranti è oggi un dovere umanitario. Non ci si può festeggiare la diminuzione dei morti nel Mediterraneo se questo significa stringere accordi con chi rinchiude i migranti nei lager libici dove la violenza e la tortura sono la normalità. È necessario aprire corridoi umanitari sicuri che tolgano i migranti dal racket della tratta e dai lager libici e gli garantiscano un viaggio sicuro per la loro vita e dignitoso. Ripensare le politiche di accoglienza significa anche innanzitutto favorire il modello SPRAR e valorizzare i progetti di inclusione culturale e sociale.

Un futuro solidale è anche un futuro sostenibile dal punto di vista ambientale: un futuro in cui si incentivano progetti di agricoltura bio ed innovativa, in cui si favoriscono energie rinnovabili sostenibili, in cui si combatta il cambiamento climatico con misure drastiche all'altezza della sfida che abbiamo di fronte.

 

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