E’ stato detto che con questa revoca assieme all’acqua sporca si butta via anche il bambino. Ma come perfettamente ha già esposto il Consigliere Faglia, qui non c’è nessun bambino da salvare.
Per esserci un bambino, sarò banale, ci sarebbe dovuto essere un concepimento. E che concepimento ci può essere quando lo scorso Febbraio l’ex-assessore all’Urbanistica, ad un giornalista che gli domandava da dove potessero spuntare i 17’000 abitanti in più che la Variante prevedeva, rispose che “Non è mai successo che un piano venisse interamente realizzato, anzi, con la situazione economica attuale probabilmente non si farà niente”.
Ma allora di cosa stiamo parlando? Stiamo discutendo di una Variante che per auto-confessione sarebbe adeguata solo se non realizzata!
Una Variante cioè incapace di indicare prospettive di sviluppo per la città!
Di una Variante simile non si dovrebbe chiedere la revoca, quanto la Damnatio Memoriae, come si faceva nell’antica Roma per preservare l’onore ed il buon nome della Città!
In questi anni, ai tanti cittadini che come noi si sono opposti a questa Variante, è parso di discutere non di un piano Urbanistico, quanto di un piano immobiliare.Oggi a Monza c’è bisogno di edilizia convenzionata, e va costruita. Ma non di nuovi palazzi di edilizia residenziale!
A Monza abbiamo 5’000 appartamenti vuoti, 2000 nuovi e mai venduti, 3000 sfitti. Bisogna allora realizzare politiche che aiutino a riempire questi appartamenti, anche penalizzando fiscalmente la scelta di lasciarli vuoti, o aiutando i giovani che non possono acquistare casa per la mancanza di un reddito continuo, non costruire nuovi palazzi utili solo a gonfiare queste statistiche già allarmanti!
Revocare questa Variante al Piano di Governo del Territorio non è uno spreco, è un guadagno immenso: capisco che possa essere difficile da comprendere per chi è abituato a ragionare secondo certi parametri, ma il valore delle aree verdi non è monetizzabile, è intrinseco! La scelta esposta dall’Assessore di mantenere le aree esterne all’attuale Tessuto Urbano Consolidato è una Eredità immensa che lasciamo alle giovani generazioni d’oggi e alle generazioni future.
In ultimo vorrei ribaltare il mio discorso in positivo e verso il futuro: è già stato detto dal Cons. Faglia, come d’altra parte è scritto nel programma, che anche il PGT vigente andrà rinnovato ed adeguato in alcune sue parti.
Se questa Variante ha messo al centro la quantità, noi vogliamo al centro la qualità, che è un obbiettivo raggiungibile solo rispondendo ai bisogni dei cittadini. Rendiamo le nostre scelte partecipate: andiamo nei quartieri ad ascoltare i comitati ed i cittadini Monzesi e rendiamo le loro voci rilevanti nelle scelte Urbanistiche di Monza; Vimercate e Milano ci hanno già indicato la strada, dimostriamoci capaci di raccogliere le buone pratiche!


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