Nel Consiglio Comunale di Giovedì 9 Maggio ho presentato come primo firmatario la mozione "Politiche per la diffusione del progetto Rainbow".
La Mozione, firmata anche dai Consiglieri Laura Morasso e Elio Bindi, impegna la giunta ad attivarsi in prima persona per favorire l'impiego, all'interno degli istituti elementari e medi inferiori, del "playful toolkit", contenuto nel progetto "RAINBOW - Rights Against INtolerance: Building an Open-minded World", e a impegnarsi a sollecitare la Provincia per la medesima applicazione nelle scuole medie superiori.
Sotto il testo della Mozione, per chiunque volesse informarsi più approfonditamente il link al progetto è www.rainbowproject.eu/

- Preso atto che secondo la Carta dei Diritti fondamentali dell’Uomo dell’Unione Europea, vincolante gli stati membri dell’UE al pari di un trattato, all’art. 21, “È vietata qualsiasi discriminazione basata su ragioni di sesso, razza, colore, origine etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione o convinzioni personali, opinioni politiche o di altra natura, appartenenza ad una minoranza nazionale, proprietà, nascita, disabilità, età o orientamento sessuale”;
- Visto che il Parlamento Europeo, nel testo finale della Risoluzione sull’omofobia in Europa del 18 Gennaio 2006, “sollecita vivamente gli Stati membri e la Commissione a intensificare la lotta all'omofobia mediante un'azione pedagogica, ad esempio attraverso campagne contro l'omofobia condotte nelle scuole, le università e i mezzi d'informazione, e anche per via amministrativa, giudiziaria e legislativa”;
- Presa visione dei cosiddetti “Principi di Yogyakarta” in relazione all'orientamento
sessuale e all’identità di genere, stilati da una commissione formata dall’International Commission of Jurists, l’International Service for Human Rights e 29 esperti internazionali di normative sui diritti umani. In tali principi, che pur non costituendo norme vengono già citati da numerose istituzioni ONU o Tribunali Internazionali, nonché da atti del Consiglio d’Europa (vedi sotto), si afferma nel principio numero 16 che “Ogni individuo ha diritto all'istruzione, senza discriminazioni sulla base della, e tenendo conto del, orientamento sessuale e identità di genere”, e dunque che gli stati dovrebbero realizzare conseguenti 8 raccomandazioni in materia;
- Appurato che il Commissario del Consiglio d’Europa per i Diritti Umani, nell’Issue Paper “I Diritti umani e l’Identità di Genere”, presentato il 29 Luglio 2009 a Copenaghen, redatto a partire dai Principi di Yogyakarta, al punto 5 “Raccomandazioni agli stati membri del Consiglio d’Europa” recita al comma 1 “I Princìpi di Yogyakarta sull’applicazione dei Diritti Umani internazionali in rapporto all’Orientamento Sessuale e all’identità di Genere dovrebbero essere utilizzati come guide per l’attuazione a livello nazionale in questo campo”, al comma 7 “Preparare ed applicare politiche per combattere la discriminazione e l‘esclusione incontrata dalle persone transgender sul mercato del lavoro, nell’educazione e nell’assistenza sanitaria” ed al comma 9 “Affrontare esplicitamente i diritti umani delle persone transgender e la discriminazione basata sull’identità di genere tramite educazione in merito ai diritti umani e programmi di formazione, o altresì campagne informative”;
- Verificato che dall’unica ricerca dell’Istituto Nazionale Statistica in Italia sull’omofobia, pubblicata nel 2011, si evince che le persone omosessuali/bisessuali che dichiarano di aver subito discriminazioni all’interno delle proprie attività formative costituiscono il 24% del campione, contro il 14,2% del campione nel caso di persone eterosessuali; più specificatamente in merito al fenomeno del bullismo omofobico secondo i dati della linea telefonica Gayhelpline il 35% delle richieste di aiuto proviene da ragazzi omosessuali vittime di bullismo a scuola; secondo “Schoolmates”, la ricerca europea curata in Italia dall’associazione Arcigay e con il contributo del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali tra il 2009 e il 2010, su un campione di 860 studenti e 40 docenti di scuola superiore, il 53% degli studenti delle scuole superiori sente a scuola offese omofobe, oltre il 10% assiste ad aggressioni o derisioni di compagni ritenuti omosessuali, i due terzi degli studenti che frequentano la scuola secondaria superiore hanno udito epiteti omofobi e prese in giro nei confronti dei maschi e per uno studente su cinque queste espressioni fanno parte della vita scolastica quotidiana; uno studente su tredici ha assistito almeno una volta, nell’ultimo mese, ad aggressioni omofobe di tipo fisico (da calci e/o pugni, fino a molestie sessuali); il 20% dei ragazzi ha commesso almeno un atto riconducibile al bullismo omofobico, mentre il 4% dichiara di essere stato vittima di aggressione; infine, il bullismo che colpisce le studentesse lesbiche, ancorché preoccupante, è riportato in percentuali minori.
- Considerato che tali dati evidenziano l’arretratezza del mondo della formazione italiano rispetto agli obbiettivi richiesti dalle organizzazioni internazionali e dall’Unione Europea, in quanto viene generalmente proposta e suggerita una prospettiva saldamente eteronormativa; che vi è una mancanza di educazione relativamente ai temi della sessualità e dell’omosessualità che può essere anche imputata al rimbalzo di responsabilità tra famiglia e scuola nel farsene carico.
- Valutato che nei casi in cui si riscontri una disponibilità delle scuole a introdurre i temi della
sessualità e omosessualità, sia utile se non necessario un supporto formativo, non solo per gli studenti ma anche per gli insegnanti, che possono avere difficoltà nel trattare il tema.
- Riscontrato che il progetto “Rainbow - Rights Against INtolerance: Building an Open-minded World”, realizzato a livello europeo da una rete di associazioni lgbtqi con il co-finanziamento del Programma dell’Unione Europea per i diritti fondamentali e la cittadinanza, intende promuovere i diritti dei bambini e dei giovani ad una identità di genere ed un orientamento sessuale consapevoli, e combattere l’omofobia e la transfobia; che si indirizza in quanto tale ai lavoratori nel campo della formazione (insegnanti ed educatori), ed ai bambini e giovani che sono i principali beneficiari del mondo della formazione.
- Osservato che il progetto Rainbow si compone di due strumenti, un “educational toolkit” ed un “playful toolkit”, relativi ad ambiti della formazione formali ed informali; che è corredato da un ampio report delle due fasi preparatorie del progetto, una teorica e l’altra di lavoro sul campo, in merito all’omofobia e la transfobia in Europa ed in Italia e alle normative e alle politiche in essere per combatterla, in particolare nel campo della formazione ed educazione, che possono fornire un utile strumento di supporto e approfondimento ai toolkit.
- Rilevato che l’”educational toolkit” si compone di nove cortometraggi sul tema abbinati ad una serie di laboratori e attività didattiche da svolgere a cura degli insegnanti, divisi per fasce d’età dai 6 ai 16 anni, in maniera tale da poter essere impiegato correttamente in ogni grado scolastico dalle elementari alle scuole medie superiori; che il “playful toolkit” può essere impiegato in ambienti informali a cura di educatori o anche in forma autogestita

Si impegna la giunta
- A diffondere la conoscenza del progetto all’interno degli istituti scolastici monzesi, ad esempio con eventi mirati con il corpo docenti, finalizzati all’impiego del “educational toolkit” nelle scuole elementari e medie inferiori; a invitare la Provincia ad adottare analoghe iniziative negli istituti medi superiori.

Alessandro Gerosa - Sel
Elio Bindi - Pd
Laura Morasso - CP


Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: