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Interpellanza: Cori razzisti durante Monza-Rimini

Interpellanza: Cori razzisti durante Monza-Rimini

Appreso che durante la 5° giornata di Campionato di 2 Divisione, in occasione della partita Monza-Rimini, il giocatore Ameth Fall è stato oggetto di ripetuti cori ed insulti razzisti provenienti da una parte della curva del Monza; che solo dopo una sospensione della partita per 2 minuti disposta dall’arbrito, i cori sono cessati;

Valutato che l’A.C. Monza è salito alla ribalta nazionale per la propria scelta di essere la prima squadra di calcio in Italia ad adottare lo slogan “Stop Racism” sulle maglie da gioco nel luogo solitamente dedicato allo sponsor; che questo atto ha rappresentato un forte messaggio culturale e sociale verso un problema, il razzismo, che ha troppo spesso negli ultimi anni trovato le proprie espressioni più infime e becere negli stadi

Considerato che una parte della tifoseria organizzata del Monza è risaputamente legata da tempo a realtà della galassia dell’estrema destra, la cui ideologia incita alla xenofobia ed al razzismo, e che dunque questo episodio è una manifestazione di questo fenomeno in atto da tempo; che tale evidenza comunque non deve affatto tradursi in una condanna del tifo, e del tifo organizzato, in sé, che anzi può essere portatore di molteplici positività;

Si interpella il delegato allo Sport:

Se abbia ufficialmente preso posizione a nome dell’amministrazione sul gravissimo avvenimento.
Se intenda prendere contatti con la dirigenza dell’A.C. Monza perché la stessa si attivi per contrastare la diffusione di xenofobia, razzismo e intolleranza all’interno della propria tifoseria contribuendo invece a valorizzare le sue positività.

Alessandro Gerosa – Sinistra Ecologia Libertà Monza

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Monza

Contro la cultura della paura per Monza città meticcia!

Venerdì 17 Maggio è avvenuta nella centralissima Piazza Trento e Trieste una (piccola) rissa, scoppiata per degli insulti razzisti.

Il fatto, poco rilevante dal punto di vista dell’ordine pubblico, acquisisce però rilevanza dal punto di vista sociale.

Non è un caso che questa rissa avvenga quasi esattamente ad una settimana dai terribili fatti di Milano, e da una settimana di martellante campagna xenofoba e populista da parte di alcune forze politiche contro “i migranti”.

Nell’intervento di Giovedì scorso in Consiglio Comunale lo avevamo detto: chi gioca a fomentare la paura per il diverso porta alla cultura dell’odio, e dalla cultura dell’odio alla cultura della violenza il passo è breve. Così Piazza Trento e Trieste può trasformarsi da luogo di aggregazione e meticciamento dei tanti ragazzi che vi si trovano quotidianamente per giocare e divertirsi a luogo di scontro e fratture sociali e culturali.

La piazza è il luogo simbolo della città, perché è dove le comunità e le appartenenze si incontrano e generano quella che è la cittadinanza. Chi cavalca la politica della paura invece realizza una una città negata, una non-città, frammentata in spazi di vita ristretti alla propria comunità di appartenenza; il fine è trasformare i cittadini in individui perennemente deficitari di sicurezza percepita, in un processo di progressiva assuefazione dell’individuo-consumatore alla politica erogatrice.

Noi consideriamo questo come il primo sintomo di un fenomeno potenzialmente molto più grave; per questo non potremo che lavorare con ancora più forza assieme a tutta l’amministrazione per rendere Monza una città più partecipata, aperta e meticcia.